(foto di Vincenzo Lopardo, con installazione, pure)
E non bastano le parole, a volte invece avanzano danzano nannano la poesia ci aiuta, con la poesia si può anche fare a meno della psicoanalisi, per me non basta un'analisi, non basta essere poeta, pittore, cucinare, fabbricare sapone, e chi più ne ha, più ne metta, non posso mai smettere di ricucire tessuti, orlare di merletti una realtà indigeribile muti, sordi, ciechi e barcollanti ansimanti amanti avanti che indietro non si può andare
"Ma se io vado da Dio e gli chiedo di andare da dietro degli anni, mi dice di no?"
Sebastiano diceva così, chiedeva, ma io non rispondevo mai definitivamente, perché avevo imparato le parole magiche: posizione di non sapere, che si tiene in maniera quasi assoluta con i bambini cosiddetti psicotici.
Ma mi risultava semplice. Non è nella mia natura mettermi nella posizione del sapere, sapere che poteva per qualcuno, avere un senso particolare, mi rendeva facile farne una strategia.
Mi resta comunque incredibilmente misterioso osservare come venga invece istintivo a molti miei colleghi, operatori di comunità per minori con difficoltà psichiche, educatori di case-famiglia per adulti certificati dalla Salute Mentale, psicologi, psichiatri...
La metodologia di Antonio Di Ciaccia, supportata solo da qualche prezioso articolo teorico metteva semplicemente a frutto la teoria di Freud e Lacan e le basi dell'Animazione. La rigidità dell'attività di laboratorio si modella sugli utenti. Cosa si fa?
E non bastano le parole, a volte invece avanzano danzano nannano la poesia ci aiuta, con la poesia si può anche fare a meno della psicoanalisi, per me non basta un'analisi, non basta essere poeta, pittore, cucinare, fabbricare sapone, e chi più ne ha, più ne metta, non posso mai smettere di ricucire tessuti, orlare di merletti una realtà indigeribile muti, sordi, ciechi e barcollanti ansimanti amanti avanti che indietro non si può andare
"Ma se io vado da Dio e gli chiedo di andare da dietro degli anni, mi dice di no?"
Sebastiano diceva così, chiedeva, ma io non rispondevo mai definitivamente, perché avevo imparato le parole magiche: posizione di non sapere, che si tiene in maniera quasi assoluta con i bambini cosiddetti psicotici.
Ma mi risultava semplice. Non è nella mia natura mettermi nella posizione del sapere, sapere che poteva per qualcuno, avere un senso particolare, mi rendeva facile farne una strategia.
Mi resta comunque incredibilmente misterioso osservare come venga invece istintivo a molti miei colleghi, operatori di comunità per minori con difficoltà psichiche, educatori di case-famiglia per adulti certificati dalla Salute Mentale, psicologi, psichiatri...
La metodologia di Antonio Di Ciaccia, supportata solo da qualche prezioso articolo teorico metteva semplicemente a frutto la teoria di Freud e Lacan e le basi dell'Animazione. La rigidità dell'attività di laboratorio si modella sugli utenti. Cosa si fa?

Commenti
Posta un commento