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Voglio parlare di Charles McGill

 

Charles McGill è, dopo il fratello Jimmy, il personaggio più originale della serie "Better call Saul", spin-off e prequel della serie ormai classica "Breaking Bad". Per chi non l'ha vista e non vuole vederla, Jimmy è il fratello minore di Chuck (Charles Mc Gill) che ha 57 anni, è lui l'insolito protagonista di questa vicenda che narra come diventa Saul Goodman, ossia un ricco avvocato quasi senza scrupoli che difende criminali con modalità poco o per nulla legali.
Io amo molto la scrittura del personaggio di Chuck, poiché rappresenta una versione molto più attendibile di un malato mentale di molte altre. La follia è molto rappresentata nelle opere d'invenzione, ma molto spesso è avvolta in un alone magico e ammantata di una favola libertaria che non è affatto realistica.
Charles McGill è un personaggio antipatico e anche cattivello, lo è con suo fratello, che poi è l'unico ad accudirlo, almeno per un certo tempo. I folli non sono cattivi, né buoni, sono come tutti: buoni o cattivi, ma più spesso, buoni e cattivi. Forse è questo uno dei pregi di Gilligan e Gould, i personaggi non sono per nulla monocromatici e il loro oscillare tra bene e male è una delle principali attrazioni.
Rimane che Chuck è uno dei ruoli meno simpatici della fiction.
Lacan dice che non si fa l'analisi degli autori tramite le loro opere, però si possono usare i personaggi di fantasia per capirne qualcosa della clinica; anche perché non ci sono problemi quanto al ledere la loro sensibilità o intacccare la privacy.
Allora questo Charles è un uomo di successo, un avvocato ricco, famoso e stimato, che a un certo punto sviluppa un delirio schizoide, è convinto di essere danneggiato da qualunque apparecchio o impianto elettrico, lui la chiama ipersensibilità alle onde eletromagnetiche. Per fortuna nostra, l'inventiva non del tutto etica del fratello Jimmy ci toglie ogni dubbio sulla natura del disturbo. Durante una causa, fa in modo di fargli infilare un cellulare, acceso e funzionante, nella tasca della giacca e Chuck non se ne accorge affatto, sta benissimo, almeno fino a quando gli svelano la presenza dell'apparecchio, allora, ovviamente, si sente male.
La patologia di Charles può essere denominata in molti modi, ad esempio secondo il DSM-5 (manuale che pretende di fare diagnosi secondo parametri oggettivi, di cui non esplicito qui le molteplice pecche e disonestà) potrebbe essere una Fobia Specifica con Disturbo Delirante di natura somatica e continuativa.
Il punto è che è un uomo molto ben adattato, che ha funzionato egregiamente fino ad un certo momento, momento in cui la sua vita è stata accentrata da questa sua paura, che lui sente nel suo corpo, cioè sta effettivamente male, ma solo se sa di essere a contatto con l'elettricità. Non sappiamo come è iniziato, la narrazione lascia immaginare che sia in seguito al suo divorzio, ma non ne abbiamo la certezza.
Ciò che invece sappiamo con sicurezza è che Charles vuole anche bene al suo fratellino combinaguai, detto Slippin' Jimmy, anche se Jimmy tutto è meno che pigro. Ciò che Chuck proprio non sopporta è che il fratello faccia l'avvocato, questo per lui è intollerabile e le sue bassezze sono volte a impedirlo.
La follia delirante mostra a monte proprio l'opposto di quello che si può beatamente fantasticare, cioè una maggiore rigidità delle identificazioni; per cui nel momento in cui qualcosa nella vita fa traballare qualche puntello immaginario di queste identificazioni, si apre una crepa in cui può inserirsi il delirio come risposta, nel tentativo di mantenere una propria soggettività, ma condanna la persona a una profondissima solitudine di fondo, poiché non può condividere i significati se non con chi crede alla sua costruzione delirante.
Si comincia a capire come Jimmy può fare tutto meno che l'avvocato?... (continua)

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