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Sul social media manager di Salvini, la cocaina e la perversione

 


 

E così hanno preso Morisi con una quantità, per uso personale, di cocaina. Il social media manager di Salvini. Lega party leader, così si esprimono, e ho detto tutto. Il genio del male che scrive quei post post-traumatici da calcolato stress mentale, si è giustificato, secondo il suo stile, dicendo che si occuperà delle sue "fragilità esistenziali irrisolte". La presa per culo è stata totale e rimane tutto uguale. Lo strazio dei nostri tempi è questo. Nei film di fantascienza a lieto fine spesso la verità viene proiettata in mondovisione e poi tutto cambia. Quando gli esseri umani conoscono la verità, tipo sul capo della mega-corporazione di turno, ecco tutto cambia. Quel povero Assange sembra abbia fatto il supereroe, tutto è online, ma non cambia niente. Salvini viene fotografato con vari spacciatori e non cambia niente. E ora, cambierà qualcosa?

Tra Morisi e Salvini, qualcosa si era rotto già prima, sembra che si fosse da poco dimesso dalle sue cariche adducendo scuse. Laureato con 110 e lode, dottorato in filosofia, si interessa di tecnologia prestissimo, Morisi è l'inventore del termine 'capitano'[1] e di tutti quei post sul cibo, contro gli immigrati e contro la droga. L’inventore della cosiddetta Bestia, capace di captare i desideri di pancia e distribuire odio.

Ora, vivere lì, parassitare entrambi i mondi, legale e illegale, è tipico di posizioni perverse. La perversione, come le altre posizioni dell'inconscio sembrano essere state accantonate, superate, insieme a Freud, seguendo un unico destino: di non essere comprese. 

Il perverso ha bisogno di infrangere la legge che contribuisce a tenere in piedi, è questo il suo habitat. Non può per esempio appoggiare la legalizzazione, dove dovrebbe spostarsi il suo godimento, se la legittimazione glielo rendesse inutile? Ho letto struggenti post di ingenuo stupore: ma perché allora non la legalizzano? Eh no, sarebbe troppo facile, anzi sarebbe impossibile. Il castello crolla e con esso ogni speranza di esistere di questi soggetti. Se non si recita un'altra parte, se non si nasconde, se non ruba, non finge, non mente, allora tutto crolla e niente più tiene, da una parte, come dall'altra...

Maurizio Montanari, un collega e amico coraggioso, parla di un avvocato che difende, di giorno, coloro che inguaia di notte con la cocaina e le scommesse clandestine:

“Proibizione e sanzione sono elementi centrali di questo edificio. La clinica mostra che il perverso è ben lontano dall'ignorare la legge. Ne ha invece bisogno come punto di gravità attorno al quale muoversi mantenendo una distanza di sicurezza, un incedere che ne fa a meno comprendendola, un punto di riferimento dal quale non si può prescindere senza mai farci davvero i conti. Una legge sfidata, stuzzicata, fatta uscire dalla tana per poi prenderne le distanze quando questa diviene punitiva o si presenta sotto forma di sanzione. Se la legge, infatti, non fosse sospesa come una minaccia all’orizzonte, il suo atto non avrebbe né valore né sapore, il godimento verrebbe a mancare nelle sue gesta.”[2]

Ognuno di noi ha dei tratti perversi, dei godimenti nascosti, che abitano terre indefinite, sempre in ombra, ma qui è tutta ombra. Perfino il bravo Damilano, come altri, a dire: di fronte alle fragilità esistenziali faccio un passo indietro. Non si tratta di fragilità esistenziali, ma di cosa se ne fa delle sue fragilità esistenziali. Caro Morisi, mica tutti quelli che si drogano scrivono male dei drogati, mica tutti quelli che vanno a puttane, poi le smerdano di giorno, mica tutti hanno bisogno come lei di un mondo intero di bugie e di vergogna e di fede cieca nel godimento. Nel perverso questo è fuor di dubbio, godere è l’importante e tutto viene dietro.

Dipende cosa ce se ne fa delle proprie fragilità esistenziali, per esempio ci si odia come si odia il mondo e, smerdandosi e smerdandolo, si continua a godere, ferma la fede, il credo nel sacrificio proprio e collettivo al godimento. E il godimento rende scemi. Così pian piano si capiscono gli scemi, quelli che vorrebbero, ma non possono, quelli che allora se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare pure io. No, non è vero. Tu non sei così. Solo i veri perversi sono così, gli psicotici lottano per esistere e i nevrotici sognano solo quello che, invece, i perversi praticano. Ma, attenzione, le posizioni non sono rigide, si può scivolare, sia da nevrotici, che da psicotici, sulla perversione. Questa è in fondo la china su cui si giocano in parte le sfide attuali. Quanta gente continueranno a convincere ad andare con loro al macello?

Il plus-valore è isomorfo al plus-godere, come ha detto Lacan. Il plus-valore, l’incasso illegale della droga corrisponde al suo plus-godere. Sono loro che hanno paura, se gli togli il plus-godere, il plus-valore, cosa resta? Per loro nulla. Ma solo per loro, agli altri piace giocare con le ombre anche alla luce del sole, senza nessuno che gli rubi il pallone.

 

Il lavoro all'inizio è mio, Ammucchiata, 2005, tecnica mista su carta e materiale di riciclo (anta)

 

Commenti

  1. La perversione del potere è data appunto da questo slegamento nei confronti dell'etica comune. Il fatto nuovo sta però in un certo autocompiacimento del potere quando la trasgressione è resa pubblica a differenza dell'essere sorpresi nella copula lussuriosa in un luogo pubblico. Infatti, se nel secondo caso la colpa sembra essere il desiderio nascosto a cui ci si vuol sentire inchiodati, nel primo caso la colpa non è che un semplice lavacro per il prossimo giro di giostra. È comunque un piacere leggere interventi critici di questo tipo, così come alcuni di quelli scritti da Maurizio Montanari sulla stessa psicoanalisi o per meglio dire su alcuni psicoanalisti in quanto leader impostori.

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  2. Grazie! Sono contenta che i miei sforzi per farmi capire arrivino. Infrangere la legge è fondamentale nelle posizioni perverse. Ci sono tratti perversi in ognuno, ma è diverso essere proprio in quella posizione. L'affiorare dell'angoscia è fondamentale, grazie ad essa il perverso può modificarsi. Può rimettersi in gioco. L'analisi è un'occasione di fare un giro diverso e fare della colpa qualcosa di più di un giro di lavatrice per rimettersi gli stessi abiti.

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