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Visualizzazione dei post da giugno, 2017
La paura del terremoto Il terremoto ha arrecato alla mia splendida cittadina, Ascoli Piceno, un danno reale, come nella privazione . Il danno simbolico può essere calcolato in case inagibili o aspiranti tali. Poi c’è il danno immaginario: la frustrazione. Al livello reale è la paura che marchia la pelle. La paura, come il reale, non è la stessa per tutti. Poi la frustrazione è aumentata dal sentirsi abbandonati, presi in giro, sfruttati, sentirsi delle nullità perfino di fronte a chi ha il potere di mandare uno spazzaneve: la neve, le nuove scosse e la valanga dell’hotel di Rigopiano hanno aggravato tutta la situazione. Crolli, allagamenti, danni. Altri morti. Il 18 gennaio è stato per molti un mercoledì del terrore. Nessuno pensava al terremoto, era freddo, la nevicata era abbondante. Se ne parla a lungo nelle sedute di analisi. Solo pochissimi ci fanno su solo qualche battuta, sbirciano per un po’ di tempo le crepe, entrando. Tutti gli altri ci spendono più tempo, d...
Come sopravvivere alle Scuole di Psicoterapia Bè, devo dire la verità, se avete superato il primo quadro: Come sopravvivere alla facoltà di Psicologia, questo sarà una passeggiata. Se scegliete con il cuore, con la mente e con il corpo. Io ho frequentato l’Istituto Freudiano, presidente Antonio Di Ciaccia, che, insieme a Baio, erano, senza offesa, i miei preferiti. Me ne piacevano altri, ma non dico i nomi, perché poi, sbadata come sono, ne dimenticherei qualcuno. Insomma il livello culturale e la raffinatezza clinica erano molto alti, non di tutti, ma in una percentuale nettamente superiore dell’Università.  Per una come me, come direbbe a ragione, mia madre, che non è figlia di principi, ma abbastanza folli da continuare a investire nella mia formazione, il problema non è tanto sopravvivere alla scuola di psicoterapia, da loro sponsorizzata, ma al lavoro, che, visto il sangue non reale, comunque mi toccava fare. In più di due tipi obbligatoriamente: uno retribu...
(foto di Vincenzo Lopardo, con installazione, pure) E non bastano le parole, a volte invece avanzano danzano nannano la poesia ci aiuta, con la poesia si può anche fare a meno della psicoanalisi, per me non basta un'analisi, non basta essere poeta, pittore, cucinare, fabbricare sapone, e chi più ne ha, più ne metta, non posso mai smettere di ricucire tessuti, orlare di merletti una realtà indigeribile muti, sordi, ciechi e barcollanti ansimanti amanti avanti che indietro non si può andare "Ma se io vado da Dio e gli chiedo di andare da dietro degli anni, mi dice di no?" Sebastiano diceva così, chiedeva, ma io non rispondevo mai definitivamente, perché avevo imparato le parole magiche: posizione di non sapere, che si tiene in maniera quasi assoluta con i bambini cosiddetti psicotici. Ma mi risultava semplice. Non è nella mia natura mettermi nella posizione del sapere, sapere che poteva per qualcuno, avere un senso particolare, mi rendeva facile farne una strategia...
Non mi ha censurato nessuno fino adesso. Ma esiste l'Altro, che non mi fa parlare come vorrei io. Già ma chi sono io?  ...una psicoanalista  Andiamo bene...  Chi è? E' l'Altro che parla. Certo potrei elencarvi una serie di persone che l'hanno detto Bè, non mi piacciono gli elenchi. E poi che differenza fa? E' l'Altro che sceglie, sotto forma di fantasma, zombie o vampiro. Come dice Lacan, la verità sull'iniziazione è che non c'è iniziazione. Ma questo non ci toglie dal doverla rifare tutti i giorni. Lacan diceva:la passe la faccio ogni giorno. La passe si passa tutti i giorni. DACCI OGGI IL NOSTRO RITO QUOTIDIANO padre nostro, che sei nel cielo, perché sei evaporato, come ha detto Lacan. No, no, le precisazioni sono importanti Il padre è evaporato poi non è così felice come i Nomi-del-Padre. I Nomi-del-Padre è grandioso, mette d'accordo tutti, volendolo. Il padre non è il padre reale, è un Significante, così può andare ben...