Passa ai contenuti principali
Oggi è stata una giornata lunga, una giornata strana, c'era il sole e c'era il freddo. C'era la vita e c'era la morte. Abbiamo fatto un bel pranzo in campagna, con gli amici, ma siamo dovuti andare via un po' prima, perché era morta la mamma di un'amica. Oggi è stata una giornata che somiglia alla vita, che va dal caldo al freddo e da un eccesso all'altro, passando per infinite sfumature che se non fosse quel libercolo, chiameremmo ancora, di grigio. Ma con le parole è così, sono delicate, si perdono facilmente e le leggi di mercato ne approfittano, come approfittano di tutto. Una giornata fatta di sublimi ravioli fatti a mano e di massosa pizza che ancora lievita nella mia pancia. Una giornata fatta di momenti in cui ci capivamo e momenti no. Attimi d'amore e secondi di fastidio. Una giornata come tutte le altre, in fondo. Almeno da quando sono diventata un po' bipolare. Questo è forse il migliore risultato della mia analisi. Non sto scherzando, e mi spiegherò. Senza entrare troppo nei miei affari, vi dirò che quando sono andata in analisi, al di là del sintomo che mi ero costruita, ciò di cui in fondo soffrivo, era una certa distanza dalla vita, dal reale. Ora non è così e la mia grave insoddisfazione ha dato spazio a un bipolarismo. Si direbbe un peggioramento, ma non è così. La chiave è nel tempo, tanto per cambiare. E il segreto è la ipervelocità. L'umore mio normalmente varia nel giro non di un mese, né di un giorno, ma di attimo in attimo. E così, anche se non posso fermare il tempo, pena, la sofferenza, giro su questa trottola come un equilibrista. E non mi lamento della distanza. Anzi custodisco gelosamente quel poco che mi fa respirare. Siamo arrivati da te, amica mia, che morivo dalla voglia di abbracciarti. E gli abbracci hanno fermato il tempo. Poi è arrivata la pizza.

Commenti

Post popolari in questo blog

Adolescenti che soffrono e adulti che vegetano

Gli adolescenti sono in difficoltà. Vi risparmio le statistiche, le trovate ovunque. E commentano, spiegano, analizzano. Il tutto come se questi adolescenti vivessero in un altro pianeta. No, vivono proprio sulla terra. Hanno famiglie, se sono fortunati, vanno a scuola. E osservano, soprattutto finché non si scoraggiano del tutto. Sono dei grandi osservatori e cosa osservano? Gli adulti, naturalmente, soprattutto se sono ancora nella prima adolescenza. I genitori, i parenti, gli insegnanti. E cosa cercano, in questa osservazione? Cosa gli interessa? Vogliono sapere se da grandi si è ancora vivi, se gli occhi brillano, se le mani si muovono con passione, cercano i motivi che ci rendono accesi di desiderio, scrutano i nostri sogni, quelli che abbiamo realizzato e quelli che abbiamo ancora da realizzare. E spesso ((non sempre!)) trovano il nulla. Adulti spenti, delusi, confusi, disperati. Genitori che si attaccano a loro per medicare le loro frustrazioni, professori che si attaccano alla ...

Un allarme per il cervello

È diventato obbligatorio per legge installare dispositivi di allarme sui seggiolini auto per bambini di età inferiore a 4 anni. La nuova normativa [1] viene ritenuta necessaria "per via delle recenti cronache che hanno visto perdere la vita alcuni bimbi di pochi mesi per via della ‘distrazione’ dei genitori”. Ora vorrei trovarmi nella trama di un film di fantascienza e non in un grigio giorno di ottobre di quella che con discreta approssimazione posso chiamare la mia vita. Ma che è? Una notizia da commentare? Annalì, con tutti i problemi che ci sono: i cambiamenti climatici, migrazioni, povertà, lo spread… Ok, io non sono un’economista, sono una psicoanalista e sento il dovere di commentare perché è indicativo, questo provvedimento, della deriva dell’umanità, scritta, certificata, in piena legalità. Primo. "Quando le regole si moltiplicano vuol dire che quelle fondamentali non vengono rispettate" (Virginio Baio). In un’istituzione, in una famiglia, in u...

Voglio parlare di Charles McGill

  Charles McGill è, dopo il fratello Jimmy, il personaggio più originale della serie "Better call Saul", spin-off e prequel della serie ormai classica "Breaking Bad". Per chi non l'ha vista e non vuole vederla, Jimmy è il fratello minore di Chuck (Charles Mc Gill) che ha 57 anni, è lui l'insolito protagonista di questa vicenda che narra come diventa Saul Goodman, ossia un ricco avvocato quasi senza scrupoli che difende criminali con modalità poco o per nulla legali. Io amo molto la scrittura del personaggio di Chuck, poiché rappresenta una versione molto più attendibile di un malato mentale di molte altre. La follia è molto rappresentata nelle opere d'invenzione, ma molto spesso è avvolta in un alone magico e ammantata di una favola libertaria che non è affatto realistica. Charles McGill è un personaggio antipatico e anche cattivello, lo è con suo fratello, che poi è l'unico ad accudirlo, almeno per un certo tempo. I folli non sono cattivi, né buoni,...