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Confessione pubblica sulla fine (quanto manca?) del nano malefico

Perché lo hanno votato? Ero tentata di scriverlo senz'acca perché l'acca implica un'aspirazione che non mi sembra adeguata. Lo hanno votato per essere come lui, uomini e donne. Tutti come lui, il berlusca, il nano malefico. Avere soldi, avere potere, avere sesso. Essere come lui. Senz'anima, come lui. L'anima da che se ne è vista la sua ombra, ha perso un po' di lustro. Gli hanno creduto perché c'è una piccola parte di lui in ognuno di noi. E quella parte è uguale per tutti. Ogni volta che siamo schiavi siamo come lui. Falsi, viziosi, vittime e carnefici. Siamo tutti uguali quando siamo nelle mani dell'inconscio. Non scegliamo, non creiamo, non amiamo, compriamo, rubiamo, scopiamo. Diciamo bugie come lui, mentiamo come lui. Sarà per sempre la sua brutta faccia la nostra coscienza sporca. Avergli permesso di prenderci tutti questi anni. Ogni giorno, ogni ora, ogni volta che non siamo noi a decidere del nostro tempo, ogni volta che siamo stati zitti e dovevamo parlare, ogni volta che dovevamo stare zitti e abbiamo parlato. Ogni volta che abbiamo fatto il gioco di qualcun altro. E non il nostro. Non è facile capire quando facciamo il nostro gioco. Non è facile mai, per nessuno. Ma qualcuno non ha scelta. E' una marionetta, manovrata, foss'anche dal suo cazzo. Volevano essere come lui una marionetta potente. In grado di avere molte marionette sotto di lui. Ma non tutti possono andare in giro senza fili. Chi può farlo, a volte è stanco, a volte ha sonno, a volte ha il raffreddore. Volevamo continuare a lamentarci. Volevamo vedere cosa altro sarebbe stato capace di fare. Tutto, il solito tutto, che fanno i potenti matti e stronzi: usano sporcano consumano non puliscono non inventano non costruiscono.
Il Berlusconi che è in me ad esempio non puliva quasi mai, aspettava che un giorno sarebbe arrivata la donna delle pulizie a pulire per me. Il berlusconi che è in me non sceglieva i compagni di viaggio faceva scegliere al caso. Il berlusconi che è in me ha via via smesso di far valere le mie ragioni. Non sono una manipolatrice, ma mi sono lasciata manipolare, per un periodo della mia vita, per curiosità, per divertimento, per pigrizia, per stanchezza, per disaffezione alla creazione. Ma una vittima, lo sappiamo, è responsabile, anche se non nello stesso modo del carnefice. Ho smesso di credere nella parola, per un periodo, credevo solo negli odori. E ci credo ancora. Forse ne avevo bisogno per imparare ad amarli, buoni e cattivi. Il sudore, le viscide secrezioni dei nostri corpi e della terra. Amavo solo loro, quando li ho conosciuti. E ho smesso di cercare i miei amici, ho smesso di leggere, ho smesso di dare un senso alle parole solo perché si era svelato il loro lato oscuro. Sì le parole hanno un lato oscuro, tutto ha un lato oscuro, quello è uguale per tutti, nel senso che non ha alcun potere di cambiare le cose, per nessuno, solo la creazione e la responsabilità di questa creazione possono modificare le cose. Sì ho detto questo, e me ne prendo la responsabilità, le critiche e gli applausi.
Confesso non sono stata sempre presente, a volte mi sono nascosta, per paura, per pigrizia e per disprezzo. A volte sono stata dove non volevo essere, a volte ho rinnegato quello che ho detto, e anche quello che non ho detto. Adesso no. Posso anche stare zitta, se voglio. Posso non ascoltare, non sentire, non vedere. Ma lo scelgo io.
Lui con la sua stupida faccia contratta dalla falsità forse stavolta ce lo tolgliamo davvero dalla vista, e forse, com'è stato per il nazismo, la memoria ci aiuterà a ricordare, che anche una parola, anche la mia è fondamentale, il non averla detta ha lasciato parlare qualcun altro, magari una marionetta come lui.

Commenti

  1. Il martire del godimento fallico



    Tutto è apparecchiato per il godimento fallico. C’è l’uomo di potere, ci sono le donne oggetto, ci sono i cortigiani, ci sono i soldi. Addirittura il pene che non ci sarebbe per via di una operazione alla prostata è stato restaurato con una operazione costata 20.000 €. Tutto dovrebbe funzionare alla perfezione. Si tratta quasi di un rito sacro a cui tutti si apprestano con fede, una cosa morigerata o mora girata. E invece no! Ruby che fa! Nonostante tutti i soldi che ha ricevuto, Ruby ruba! Pare che lo abbia sempre fatto fin da piccola, lei di una famiglia povera a cui le altre sembravano più ricche pur essendo più o meno povere uguali. E continua a farlo nonostante gli assegni del presidente. Ma fa ancor di più parla e quanto parla! Il godimento fallico è fottuto e con lui il suo martire.

    Spero ti diverta.
    Gabriele Pazzaglia, Rimini

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  2. Ah eccolo! Il martire... forse è per questo che ci abbiamo messo tanto ad accordarci contro: i martiri fanno sempre una gran pena. Ma oggi è stata una bella giornata, quattro sì all'allegria!

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