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Visualizzazione dei post da 2011

Poesia di dopo-Natale

Ho fatto il presepe. Volevo fare l'albero. Ho un bambino di tre anni che invoca l'albero di Natale. A dire il vero anch'io preferivo fare l'albero, la luce, la fantasia. Il presepe è tradizione. Nello scatolone delle cose di mia madre. Io le butto, vedi un po', se li vuoi tu, qui c'è l'albero, con le decorazioni. Invece c'era il presepe. Quello storico che facevo con mia nonna. C'era tutto: la casetta, la cometa, tutti i personaggi, erano anche troppi per lo spazio che avevo. Ho provato pure a farlo tradizionale, che già i miei genitori avevano inserito la prima variazione, cioè la capanna con il bambino, Giuseppe e Maria, erano già composti in una casettina, e vestiti da nobili fantastici del seicento. Poi mi mancavano le montagne e le ho fatte col boa di struzzo di quindici anni fa e la carta stellata è stata sostituita da un sole cocente, sfondo di un set di soldatini western che poi sono stati quasi di diritto infilati nel presepe. Mio figlio...
Convegno presentato dall’ L’Aied (Associazione italiana per l’educazione demografica) La femminilità vista dall’arte e dalla psicoanalisi Parlare della donna ha un senso se i mass-media continuano a proporci immagini di donne giovani, magre e bellissime, donne-oggetto che si offrono alla sfaccettata, ma immobile, perversione, perversione che ci racconta di una sessualità storicamente maschile, a cui la donna si presta, ma null ... a ci dicono del piacere squisitamente femminile, al di là del suo farsi guardare e del suo farsi merce. Parlare della donna ha senso in Italia dove, più che altrove, le donne hanno successo soprattutto se si vendono, se si spogliano, se si ritoccano. E dove i vertici pubblicizzano un’esistenza di egoismo, individualismo, consumismo, quando contemporaneamente in tutto il mondo si cercano modelli alternativi e più intelligenti del capitalismo spietato. Parlare della donna ha senso se le donne si sono risvegliate e hanno riscoperto un nuovo femminismo, ...

Convegno. La voce del silenzio. Come la psicoanalisi cura l'autismo.

Fermo Teatro “Antonini”   28 Settembre 2011 ore 15,00-18,00 Apertura dei lavori 15.00-15.30 I Sezione: 15.30-16.40 ü       “1, 2, 3….stalla! che posto dare all’errore? Dott.ssa Mara Catalini Psicologa del lavoro e delle organizzazioni. Specializzanda psicoterapeuta presso l’istituto Freudiano di Roma:scuola quadriennale in psicoanalisi -In cui si tratteranno alcune questioni inerenti la funzione dell’insegnante, lette attraverso gli occhiali della pedagogia e della psicoanalisi ü       visione spezzoni dei film: §          “Ben x” §            Rain man ü       “La lingua non ha ossa, ma ossa rompe” Dott.ssa Annalisa Piergallini, Psicologa clinica, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Membro      della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi -a partire dal commento del film ci farà un quadro generale su che cos’è...

sì... sì... sì...sìììììììììììììììììì

Sì... sì... sì... sìììììììììììììììììììììì finalmente un a c c o r d o! Un orgasmo nazionale acqua energia candida, anzi pulita, ribellione non c'è altro in questa vita, oltre i miraggi, che la simultaneità qualcosa che accade nello stesso momento per più di una persona un essere umano che gode più o meno nello stesso momento di un altro essere umano una moltitudine che fa lo sforzo di votare anche sapendo che non sarà quello che sperava che fosse anche sapendo che non è proprio la stessa cosa per l'altro, per gli altri immersi nei propri guai accecati dai propri fantasmi stretti nei dialetti pieni di stonature di conflitti di sintomatici tic abbiamo tuttavia mosso il culo e la matita, quella matita che non brilla ormai per nessuno di luccicanti aspettative, eppur si muove qualcosa si muove e ancora una volta dalle donne un segno è partito, l'inattesa quanto popolosa partecipazione alla manifestazione 'se non ora quando?' se non ora, quando? abbiamo qualc...

conferenza gratuita di psicoanalisi

Amore e desiderio al femminile della Dott.ssa Marie-Hélène Brousse Psicoanalista, membro dell'Ecole de la Cause Freudienne e dell'Associazione Mondiale di Psicoanalisi Sala del Consiglio Comunale Piazza XXIV Maggio, 1 Ancona Sabato 21 MAGGIO 2011 Inizio Conferenza Ore 16.30 Presentata dall' ISTITUTO FREUDIANO PER LA CLINICA LA TERAPIA E LA SCIENZA ANTENNA DI ANCONA con la SCUOLA LACANIANA DI PSICOANALISI DEL CAMPO FREUDIANO Segreteria di Ancona Patrocinio del Comune di Ancona e dell' Ordine degli Psicologi delle Marche Per informazioni 338 3535742

Ultimi miraggi. Ultimo atto

L'io è l'insieme dei pregiudizi dell'uomo, in un'analisi il soggetto arriverà oltre il muro dell'immaginario, ne scoprirà l'impalcatura di ferro all'interno del cemento armato. L'impalcatura simbolica delle sue identificazioni stratificate. L'ideale dell'io e l'io ideale, ad ogni successiva mossa dello strip immaginario che l'analisi impone. E sotto il vestito niente. Gli ultimi abiti saranno solo un paio di significanti, loro danno la lente con cui si guardava il mondo. Una moglie infedele che crede di avere i seni più belli della città, un ragazzo che corre contro il padre sulla macchina che il padre gli ha comprato, un manifestante che manifesta contro un sistema che lui si è inventato, costruito, plasmato. Un nemico invincibile, se non con il suicidio, che dice Lacan è non volerne sapere. Perché fa così paura? Perché il reale è così senza senso senza pietà senza argini come nessun incubo può descrivere essendo già l'incubo protezi...

Gli ultimi miraggi

Perché mi sono infatuata di Lacan? Ho preso tra le mani un libro, erano gli Scritti . Ho aperto a caso. Era uno sfottò di una certa psicoanalisi, quella che pensa che tutti abbiano gli stessi bisogni e che l'io dell'analista piegherà educherà sanerà le imperfezioni dell'io del paziente. Mi ha sedotto il tono, ma anche questa presa di posizione così netta: non c'è un giusto modo per stare bene, ognuno ha il suo e l'analista è solo un oggetto nelle mani del paziente, che lo maneggerà e potrà vederci ciò che vuole fino a che consumerà gli ultimi miraggi. Non esiste un io più forte e uno più debole che deve imparare a essere forte. L'io non è che un miraggio, un'illusione ottica. Rendere l'io più forte è la finalità di larga parte delle psicoterapie e della psicoanalisi in circolazione. Più forte come quello dell'analista, che ce l'avrebbe più forte di tutti, almeno di tutti i suoi pazienti. Anche le varie coaching counseling corsi di comunicazione a...
LE BAMBOLE 03, 2007, Annalisa Piergallini acrilico su cartoncino, riciclato

per mio padre

Mio padre parlava di riciclo, anzi non ne parlava, lo praticava. Mio padre parlava di liberalizzazione delle droghe e non si drogava. Mio padre diceva cose originali, ma non farneticava. E' stato difficile scoprire i suoi difetti. Accorgersi degli effetti che il suo troppo amore aveva sulla sua unica figlia, troppo desiderata, unica e femmina. Mio padre diceva cose che avrei aspettato anni prima di ascoltarle dai miei coetanei, sempre un po' indietro, spesso scontati. Ci ho messo anni per capire che il mio troppo amore mi congelava le gambe. Ma ora la tua voce, come mi manca. Ma ora, il tuo sorriso, come mi manca. E le battute, il tuo stile come mi manca. Ognuno ha il suo. Presente, assente, buono, cattivo. Il mio era onesto forse perfino troppo. Un po' incoerente, anticonformista, forse troppo. Ma sotto il pergolato della stazione ti ricordo condividere la gioia del tuo nipote con i tuoi nuovi amici, uomini dolci, come te. Finalmente meno preso dall'essere comunque spe...

La donna-oggetto, l'anoressia e la manipolazione mediatica

Una fruttivendola una volta mi disse: nella vita ce vogliono du cose: ce vò il coraggio e la fame. E io le chiesi: la fame? E lei: è sì, la fame, sennò che è che te fa arzà il culo? Il resto dell'articolo è qua: http://www.humantrainer.com/articoli/donna-oggetto-manipolazione-mediatica-anoressia-bulimia-psicoanalisi-lacan-youtube.html

Confessione pubblica sulla fine (quanto manca?) del nano malefico

Perché lo hanno votato? Ero tentata di scriverlo senz'acca perché l'acca implica un'aspirazione che non mi sembra adeguata. Lo hanno votato per essere come lui, uomini e donne. Tutti come lui, il berlusca, il nano malefico. Avere soldi, avere potere, avere sesso. Essere come lui. Senz'anima, come lui. L'anima da che se ne è vista la sua ombra, ha perso un po' di lustro. Gli hanno creduto perché c'è una piccola parte di lui in ognuno di noi. E quella parte è uguale per tutti. Ogni volta che siamo schiavi siamo come lui. Falsi, viziosi, vittime e carnefici. Siamo tutti uguali quando siamo nelle mani dell'inconscio. Non scegliamo, non creiamo, non amiamo, compriamo, rubiamo, scopiamo. Diciamo bugie come lui, mentiamo come lui. Sarà per sempre la sua brutta faccia la nostra coscienza sporca. Avergli permesso di prenderci tutti questi anni. Ogni giorno, ogni ora, ogni volta che non siamo noi a decidere del nostro tempo, ogni volta che siamo stati zitti e dove...