Ogni tanto rinnego le parole quelle da scrivere così come vengono senza aspettarsi altro che di vagare su di loro. Dico, sì basta ho smesso. Ho smesso di scrivere. E ovviamente subito dopo ricomincio, è come una marea e annegare è dolce in questo mare.
Il mare all'epoca di Leopardi doveva essere bellissimo. L'altro giorno in treno come ogni volta che non ho troppo sonno, mi sono messa vicino al finestrino, per guardare il mare. C'erano le onde e accumulavano schiuma da detersivo sulla spiaggia. Da San Benedetto del Tronto ad Ancona era tutta schiuma. E' sempre più difficile consolarsi. Mi ha sempre consolato guardare il mare. Ma non quel giorno lì. Nemmeno quando ti facevi il bagno e le alghe appiccicose si appiccicavano alla pelle, marroni, sembravano fibre alimentari, ma incredibilmente adesive.
Non parlarmi più dell'isola di plastica, mi ha detto un amico qualche giorno fa. C'è un'isola fatta di piccoli e grandi pezzi di plastica che roteano nel cuore delle correnti della terra. Grande come gli Stati Uniti. L'ho visto su youtube. In mezzo all'oceano. Io odio gli ambientalisti, mi ha detto un'altra amica. Ti capisco, io, per esempio, odiavo gli animalisti. Ma ora mio figlio che ha due anni mi mostra che vengono prima i versi degli animali che le parole e una volta era pieno di farfalle e di rondini.
Sono andata al supermercato il giorno dopo che ho visto l'isola di plastica, ero pronta, ero decisa: avrei acquistato una busta ecologica per dieci centesimi, invece che per cinque, lo stavo per dire alla cassiera stanca e gentile. Poi ho guardato i miei prodotti che andavano lungo il nastro come tristi uomini sulla scala mobile dopo il lavoro tentando di rientrare a casa, piccoli eroi, enormi combattenti.
Lo yogurt era dentro una confezione di plastica, con tappetto di plastica bella e trasparente, il formaggio era in una confezione di plastica, l'ammorbidente dentro un grosso bottiglione di plastica blu e perfino il pane era foderato di plastica. Buste? S-sì, grazie.
Schiuma nuova e continua rabbia, plastica la mia posa di odio finalmente senza filtri si staglia su un mondo in cui abbiamo bisogno di lucidità e non basta. E' difficile mettersi d'accordo già in due, figuriamoci in parlamento. Figuriamoci al tavolo dei potenti. Stronzi, i potenti. Ma chi non fa fatica a restare lucido? Chi non si perde dietro la propria e l'altrui distruzione?
Ci servono soluzioni, in fretta. Non ci bastano le parole, che comunque stentano ad arrivare. Non ci bastano i numeri: ventimila morti, centomila vinti, duecentomila suicidi. Perché non si suicidano loro, quelli che hanno potuto muovere pedine e le hanno mosse per annegare capodogli con shopping-bags, perché non sprofondano sotto terra? Perché non si autoeliminano. Allarme in parlamento: epidemia di suicidi! Sconcerto in senato. Non è mai troppo tardi per cambiare.
Il mare all'epoca di Leopardi doveva essere bellissimo. L'altro giorno in treno come ogni volta che non ho troppo sonno, mi sono messa vicino al finestrino, per guardare il mare. C'erano le onde e accumulavano schiuma da detersivo sulla spiaggia. Da San Benedetto del Tronto ad Ancona era tutta schiuma. E' sempre più difficile consolarsi. Mi ha sempre consolato guardare il mare. Ma non quel giorno lì. Nemmeno quando ti facevi il bagno e le alghe appiccicose si appiccicavano alla pelle, marroni, sembravano fibre alimentari, ma incredibilmente adesive.
Non parlarmi più dell'isola di plastica, mi ha detto un amico qualche giorno fa. C'è un'isola fatta di piccoli e grandi pezzi di plastica che roteano nel cuore delle correnti della terra. Grande come gli Stati Uniti. L'ho visto su youtube. In mezzo all'oceano. Io odio gli ambientalisti, mi ha detto un'altra amica. Ti capisco, io, per esempio, odiavo gli animalisti. Ma ora mio figlio che ha due anni mi mostra che vengono prima i versi degli animali che le parole e una volta era pieno di farfalle e di rondini.
Sono andata al supermercato il giorno dopo che ho visto l'isola di plastica, ero pronta, ero decisa: avrei acquistato una busta ecologica per dieci centesimi, invece che per cinque, lo stavo per dire alla cassiera stanca e gentile. Poi ho guardato i miei prodotti che andavano lungo il nastro come tristi uomini sulla scala mobile dopo il lavoro tentando di rientrare a casa, piccoli eroi, enormi combattenti.
Lo yogurt era dentro una confezione di plastica, con tappetto di plastica bella e trasparente, il formaggio era in una confezione di plastica, l'ammorbidente dentro un grosso bottiglione di plastica blu e perfino il pane era foderato di plastica. Buste? S-sì, grazie.
Schiuma nuova e continua rabbia, plastica la mia posa di odio finalmente senza filtri si staglia su un mondo in cui abbiamo bisogno di lucidità e non basta. E' difficile mettersi d'accordo già in due, figuriamoci in parlamento. Figuriamoci al tavolo dei potenti. Stronzi, i potenti. Ma chi non fa fatica a restare lucido? Chi non si perde dietro la propria e l'altrui distruzione?
Ci servono soluzioni, in fretta. Non ci bastano le parole, che comunque stentano ad arrivare. Non ci bastano i numeri: ventimila morti, centomila vinti, duecentomila suicidi. Perché non si suicidano loro, quelli che hanno potuto muovere pedine e le hanno mosse per annegare capodogli con shopping-bags, perché non sprofondano sotto terra? Perché non si autoeliminano. Allarme in parlamento: epidemia di suicidi! Sconcerto in senato. Non è mai troppo tardi per cambiare.
"andavano lungo il nastro come tristi uomini sulla scala mobile dopo il lavoro tentando di rientrare a casa , piccoli eroi , enormi combattenti" grazie
RispondiEliminaBello Annalì, bello davvero.
RispondiEliminaMi ha colpito l'immagine di te davanti alla cassa, decisa a prendere la busta ecologica e poi guardando tutte le confezioni di plastica, perché tante volte mi sono incazzata pensando ai sensi di colpa che ci creano per i piccoli comportamenti "non ecologici" mentre "loro" ci innondano allegramente di veleni.
Epidemia di suicidi, ecco cosa ci vuole! :-)
Com'è terribile rendersi conto di fare parte di un ingranaggio, anche quando siamo convinti di esserne fuori! Il senso di colpa è bello e confezionato... ovviamente in un involucro di plastica!
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