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Visualizzazione dei post da aprile, 2011

Ultimi miraggi. Ultimo atto

L'io è l'insieme dei pregiudizi dell'uomo, in un'analisi il soggetto arriverà oltre il muro dell'immaginario, ne scoprirà l'impalcatura di ferro all'interno del cemento armato. L'impalcatura simbolica delle sue identificazioni stratificate. L'ideale dell'io e l'io ideale, ad ogni successiva mossa dello strip immaginario che l'analisi impone. E sotto il vestito niente. Gli ultimi abiti saranno solo un paio di significanti, loro danno la lente con cui si guardava il mondo. Una moglie infedele che crede di avere i seni più belli della città, un ragazzo che corre contro il padre sulla macchina che il padre gli ha comprato, un manifestante che manifesta contro un sistema che lui si è inventato, costruito, plasmato. Un nemico invincibile, se non con il suicidio, che dice Lacan è non volerne sapere. Perché fa così paura? Perché il reale è così senza senso senza pietà senza argini come nessun incubo può descrivere essendo già l'incubo protezi...

Gli ultimi miraggi

Perché mi sono infatuata di Lacan? Ho preso tra le mani un libro, erano gli Scritti . Ho aperto a caso. Era uno sfottò di una certa psicoanalisi, quella che pensa che tutti abbiano gli stessi bisogni e che l'io dell'analista piegherà educherà sanerà le imperfezioni dell'io del paziente. Mi ha sedotto il tono, ma anche questa presa di posizione così netta: non c'è un giusto modo per stare bene, ognuno ha il suo e l'analista è solo un oggetto nelle mani del paziente, che lo maneggerà e potrà vederci ciò che vuole fino a che consumerà gli ultimi miraggi. Non esiste un io più forte e uno più debole che deve imparare a essere forte. L'io non è che un miraggio, un'illusione ottica. Rendere l'io più forte è la finalità di larga parte delle psicoterapie e della psicoanalisi in circolazione. Più forte come quello dell'analista, che ce l'avrebbe più forte di tutti, almeno di tutti i suoi pazienti. Anche le varie coaching counseling corsi di comunicazione a...