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Visualizzazione dei post da agosto, 2010
Se conosci il nemico e conosci te stesso, Nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo. Se non conosci il nemico ma conosci te stesso, Le tue possibilità di vittoria sono pari a quelle di sconfitta. Se non conosci né il nemico né te stesso, Ogni battaglia significherà per te sconfitta certa. (Sun Tzu, L'arte della guerra , p. 15)
Anche Jung, meravigliandosene, riscopre nei simboli dei sogni e delle religioni certi archetipi propri della specie umana. Anche questa è una struttura, ma altra dalla struttura psicoanalitica. (Lacan, Seminario I, p. 5)
Fenomenologicamente la situazione analitica è una struttura, cioè soltanto attraverso di essa certi fenomeni si possono isolare. Un'altra struttura, quella della soggettività, dà agli uomini l'idea di essere comprensibili a se stessi.
Il maestro zen interrompe il silenzio in un modo qualsiasi, con un sarcasmo, un pestar di piedi. Tocca agli allievi cercare la risposta alle proprie domande. L'insegnamento di Freud si pone sulla stessa linea, si occupa della soggettività. Non tutto si riconduce a forze fisiche, le forze di attrazione e repulsione. Freud osa dare importanza al soggetto, ai suoi desideri, al suo rapporto con gli altri, con il mondo; perfino alle antinomie della sua infanzia, ai suoi disturbi nevrotici, ai suoi sogni. (Lacan, Seminario I, pp. 3-5)
Perciò, ottenere cento vittorie in cento battaglie non è prova di suprema abilità. Sottomettere l'esercito nemico senza combattere è prova di suprema abilità. (Sun Tzu,  L'arte della guerra , pp. 12-13)